Storie di Vita
This section contains a selection of experiences and stories written by people who have experimented and benefited from the MaS Method.
- Ottavio
«Ho incominciato a conoscere il “metodo alla salute” circa dieci anni fa, in una fase di grande smarrimento mio a causa di una crisi nel rapporto di coppia, che si stava sempre più deteriorando e i cui segnali mia moglie, Pina, li esprimeva con continui mal di testa e attacchi di panico, col rifiuto di qualsiasi tipo di relazione con me, fino ad una manifestazione di depressione. Dentro mi spegnevo ogni giorno di più, la notte piangevo e trovavo difficoltà ad addormentarmi, mi sentivo respinto e rifiutato dalla persona che più amavo al mondo senza riuscire a capire il perché, senza capire come e dove sbagliavo. [...] A dieci anni di distanza, il mio rapporto con Pina, con molta fatica e pazienza da parte di entrambi, si è ricostruito e rinsaldato. Pina ormai da molto tempo non fa più uso di psicofarmaci; ha riacquistato un certo senso di vivere e di provare emozioni; si è liberata, di comune accordo, da fardelli che la opprimevano ed è impegnata costantemente e caparbiamente in un percorso di crescita e di comprensione, grazie al quale ha acquistato più fiducia in sé stessa e nelle proprie capacità, un buon rapporto innanzitutto con i figli e poi con gli altri». [Leggi tutto] - Ornella
«...inizio a non dormire la notte continuando a fare pensieri negativi che non facevano altro che alimentare i miei dubbi ed anche a sviluppare dei deliri che mi hanno portata a pensare di avere addirittura un ruolo chiave nel proposito di Dio per il genere umano...Croce rossa, carabinieri, vigili, un sacco di camici bianchi intorno a me mi caricano a forza sull’ambulanza e mi portano all’ospedale psichiatrico di Busto Arsizio, un lager, dove comincio a vedere uomini e donne barcollanti per i corridoi, uomini mezzi nudi a terra nei bagni, sporcizia, nessun tipo di comprensione e umanità, vengo privata di ogni bene personale, che viene chiuso a chiave in un cubo, impedendomi di accedervi se non ad orari stabiliti. Ben presto, mi sono trovata a dormire per giorni interi e a barcollare anch’io nei corridoi come tutti gli altri.Visto il continuo peggioramento, dovuto agli effetti collaterali dei farmaci, visto che i miei deliri comunque non se ne andavano e visto che le idee suicide continuavano, hanno pensato di sottopormi ad elettroshock, ne volevano fare 10! È stata una tortura che non auguro a nessuno: quando ti svegli è come se ti scoppiasse il cervello, per un po’ non ricordi nulla, hai perso la tua memoria, non riconosci nessuno, nemmeno i tuoi cari. Sono riuscita a sopportarne cinque, poi, visti gli scarsi risultati, hanno deciso di smettere e di andare avanti ancora con farmaci, sempre diversi ma sempre farmaci con effetti collaterali invalidanti. [...] Mio marito trova su internet il sito del Centro di Medicina Sociale di Foggia, diretto dal dott. Mariano Loiacono, psichiatra che aiuta chi è nel disagio senza l’uso di farmaci. Nel giro di un mese sono riuscita a togliere tutti i farmaci che prendevo e vi garantisco che erano tantissimi. Ora sono due mesi che non prendo più nulla, mi sento rinata, ho riscoperto che ho un corpo, che tra l’altro piace parecchio a mio marito, ho ricominciato, anche se lentamente, tutte le mie attività di moglie, madre e nonna, sì perché in questi giorni ho provato una gioia indescrivibile nel poter riabbracciare la mia Sharon, che non vedeva l’ora di saltarmi addosso per giocare con me. Grazie a tutto questo sto vincendo, una ad una, tante mie vecchie paure!». [Leggi tutto]
