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La storia di Fabrizio

via a Roma e l’incontro con la dipendenza

Il “Metodo Alla Salute” e questo nuovo punto di vista sulla Vita, l’Epistemologia Globale, io lo conosco ormai da qualche anno.

La prima volta che entrai al Centro che avevo, penso, 18 anni? O ricordo male, 19? Mi ero diplomato da poco o comunque poco prima di andare a studiare Roma.

Per molti il primo impatto è traumatico, nel bene e nel male. Lo sappia chi vuole provare a fare quest’esperienza. Anche per me lo è stato traumatico 4 anni fa, quando mi trovai al Centro per accompagnare mio fratello Alessandro con problemi di psicosi. Ma fu un breve assaggio, snobbato e visto con paura, poi via a Roma per l’università, città dove poi, dopo un anno, incontrai la dipendenza.

L’uso di sostanze (eroina), il bucarmi, mi ha portato ad interessarmi al corpo umano, al mio corpo, a rendermi conto di quello ke stavo facendo al mio corpo e alla mia mente… e a diventare pure un po’ ipocondriaco…

Preparatevi per un viaggio all’Inferno: conoscere gli effetti di ciò ke metti in circolo nel tuo sangue… che sale, sale attraverso la vena del tuo braccio, sale su, su… ogni singola cellula martellata dall’ "amaro bacio della dolce morte" ke è l’Eroina….. sale su, su, non si cura del cuore e sale nella carotide a lasciarti in regalo quel tipico sapore amaro in gola tanto atteso… e ancora su… arriva un treno di melassa dritto nel cervello, e poi scende giù, un pugno allo stomaco ke porta in dono quella cullante nausea, anke questa tanto attesa… mettiti a dormire bimbo mio, la tua mamma ti rimbocca le coperte per farti stare al calduccio… le pupille ke si ritirano dentro come due tartarughe spaventate nel guscio… i recettori degli oppiacei… quel piacere autoerotico e autolesionistico dell’ago ke sfonda e dilania la tua disarmata e candida pelle, il piacere di vomitarsi pure le budella alle prime pere o comunque a quelle più forti e poi sentirsi “in braccio alle rose” … esplorare con il piglio dell’antropologo e del sociologo gli antri più bui della realtà ke mi erano stati preclusi, vedere fino a ke punto può arrivare un uomo, “se questo è un uomo”, osare nel proibito: “farsi” in macchina, in un vicolo buio e sporco con un occhio agli sbirri, un occhio ai passanti e un occhio alla spada per prendere la vena (in tutto 3 occhi…e sì, pure il terzo occhio già ce l’avevo…ah ah ah… ),svegliarsi in una gelida mattina d’inverno e farsi mentre ci si gode una splendida alba rossa dalla finestra di quel mio buco di camera, per poi tornare a letto da lei ke dorme e risvegliarmi tranquillo e tardi come fanno tutti gli studenti… cercare di farsi uno skizzo mentre ci si fa procurare un orgasmo dalla propria ragazza con del sesso orale, per far arrivare le due “botte” simultaneamente nel corpo, quella naturale e quella chimica a provocare una tempesta di sensazioni… farsi con la roba disciolta in poche gocce di Martini, o nel collutorio, o nel succo di frutta per contrastarne quel sapore amaro e nauseabondo… farsi uno “skizzetto” nei cessi dell’università per tamponare la paura di un esame, per poi spruzzare sui muri del cesso lo sciacquo di sangue e acqua rimasto nella spada e farne dei ghirigori astratti ecc.ecc.ecc. … dov’ero rimasto… sì… la curiosità per i meccanismi e le reazioni del corpo umano… l’Aulin col vino, lo “speedball”(cocaina più eroina insieme nella stessa siringa), il Valium bevuto a sorsi come l’acqua e provato ad iniettare durante gli ultimi strascichi di astinenza… attacchi di panico per giorni e giorni dopo tanta cocaina in vena e giù di Tranquirit al pronto soccorso del “Pertini” a pochi passi da casa mia (tante volte ke ci sono andato ke ormai mi conoscono)… un attacco di panico dopo troppo thè freddo bevuto durante una nottata passata a giocare al computer… ritrovarmi a passeggiare e fumare tante sigarette nei dintorni di casa alle 5, alle 6 di mattina per sfinirmi e farmelo passare….

Io quello ke ho fatto l’ho fatto deliberatamente. Perché?

Anke perché rientra in una certa “Cultura della Droga” o dei “Ragazzi Difficili” ke come dicevo parte da una certa letteratura del tardo-Romanticismo e del Decadentismo (siamo nell’800) e arriva fino ai giorni nostri alla Musica Rock. Prima era un “culto”, poi è diventato un “bisogno” delle sostanze psicoattive: sia in senso di apertura della mente e di ispirazione artistica, con un certo gusto dell’essere “contro”, un’attitudine “anti-borghese”, sia in senso di conforto dal dolore. Le radici di questo modo di vedere e condurre la vita parte  da Buadelaire e arriva fino a Kurt Cobain, così per dire due nomi grossi ke ne diano un po’ le coordinate.

Fare queste cose significa fare “Esperienze”: ha ragione Mariano quando dice ke da decenni ormai e ancora oggi l’ “ambito esperienziale” più forte, appagante e concreto restano le sostanze; significa uscire da un modello di vita borghese e perbenista, anke se ormai si sono perfettamente integrate nella normalità: diciamo ke solo per l’Eroina in vena ancora oggi è rimasto un po’ tabù (anche se tanti ragazzi borghesi o di buona famiglia come me si fanno, l’ “Eroinomane” come lo conoscevamo da decenni non esiste quasi più), mentre per il resto la Cocaina (ke è in ascesa spaventosa), le “Canne” (ke ormai si sanno e si tollerano alla pari del caffe o del bicchiere di vino a pasto), le “Paste”, gli allucinogeni (funghi e trip) sono allegramente gestiti nella propria vita quotidiana come abitudine, come stimolante e come divertimento da gente di tutti i tipi e tutte le età , anke dai più rispettabili o insospettabili… per non parlare poi degli psicofarmaci…. Fare queste “esperienze” significa anche sporcarsi le mani, dare un motivo concreto al proprio vittimismo consolidato, darsi un’identità, procurarsi le “stimmate”, come sembrano appunto quei segnacci sulle braccia, i “miei pietosi segni” ke dicevo nel Limax di Giugno 2005. E poi significa pensare: se loro, quei “miti”, lo facevano ed erano personalità geniali ci sarà pure un motivo, o tutta ‘sta gente importante ha toppato alla grande? Ne varrà la pena allora infognarsi e consumarsi? Ti farà vedere una stanza della vita altrimenti inaccessibile? Io dicevo: faccio come loro perché lo faccio contro di voi: “ Vedi papà, io mi faccio, è colpa tua, mo mi vendico, te lo meriti un figlio tossico. Mi trafiggo perché non sai quanto vorrei trafiggerti. Mi avete stuprato, mo mi stupro un po’ io da solo!!”. La mia idea era questa: “Non puoi uscire veramente dalla tua condizione, dal loro mondo se non fai queste cose; non puoi distinguerti veramente da quel mondo fatto così: la mega-spesa al sabato al centro commerciale, dal barbiere una volta al mese, la domenica a messa e poi l’abbuffata guardando “Quelli che il calcio “ … i prof. ke dicono “ Sì, è un bravo ragazzo, è capace, ma potrebbe fare di più!” e neanche lo sanno chi sono io… e i prof. allora? Anche loro, non potrebbero fare di più??? … “Uee ciao, come stai?” “E sì, tutto bene. Tanti auguri zia…” … via da questo mondo, insomma… non so se mi spiego…

Poi mi sono deciso: faccio lo stage e “cambio binario e direzione!”

Tutto questo mio star male ad un certo punto mi ha fatto dire basta, mi ha fatto venire voglia di cambiare, di tentare la rigenerazione! Avevo ormai  voglia di vedere qualcos’altro, e fidandomi già poco delle istituzioni e dei metodi tradizionali, ho deciso alla fine che era il momento di fare il mio “Avanti Tutta”. Ed ho iniziato lo stage “Globalizzazione, Mutamento Antropologico e Disagio Diffuso. Nuove prospettive di teoria-prassi”.

Per questa mia decisione devo dire grazie a mia madre Anna, che non si è data mai per vinta e mi ha proposto continuamente di partecipare ai gruppi e agli eventi e mi sottoponeva il materiale scritto, le deregistrazioni degli atti ed i libri di Mariano. Mia madre Anna era partita che stava molto molto male… sì: lei stava davvero male, era molto ansiosa, apprensiva; per lei, ogni notte, un sano sonno riposante era una chimera. Mio padre è un classico uomo chiuso, impacciato, bloccato, limitato alle cose materiali, e pieno di rabbia repressa.

Io invece sono un tipo, come dico io quasi come intercalare, “un po’ così”: uno “studentello” di Scienze della Comunicazione con ambizioni da musicista, un po’ depresso, timido, pieno di paure e di rabbia, di paranoie, di ansie e di complessi, insoddisfatto e sognatore, disgustato dai modi piccolo-borghesi e dalla vita tranquilla piena di maschere, di vuoti e di distanze; sono poco affine alla mia generazione, quella che scimmiotta la politica e la cultura dei sessantottini e quella sempre “in tiro” e alla moda. Ho l’amarezza in volto, c’è sempre qualcosa che mi manca ma non so cosa….

Ma non sono l’unico.

Nel frattempo mio fratello è tornato in pasto alla Psichiatria ed agli psicofarmaci. Cosa che mi dà l’occasione per dire una cosa molto importante: che qui non si danno psicofarmaci, né metadone, né nient’altro. Ma nello stesso frattempo, mia mamma che risponde al nome di Anna, è rimasta lei da sola a seguire il Metodo facendolo per sé, per il suo disagio ben mascherato ma drammatico, prima di pensare al disagio dei figli, ed è cambiata tantissimo, è ri-sbocciata come un fiore dopo l’inverno, si è riavvicinata a me, io mi sono riavvicinato a lei, ed è stata lei a convincermi ad iniziare lo Stage, con la scusa di ottenere dei crediti universitari (CFU) utili ai fini della futura laurea: l’utile e il dilettevole, perché è un metodo che sa  spesso creare situazioni molto divertenti e leggere, ma più che altro direi l’utile (con la “u” minuscola), e l’Utile (con la “u” maiuscola).

Questo secondo impatto, invece, non è stato tanto traumatico perché molte cose che sono contenute nel “Metodo alla Salute” e nell’ “Epistemologia Globale”, io già le intuivo, le riconoscevo, le percepivo, le fiutavo, e questo grazie al mio personale star male in questo mondo che poco mi ha aiutato; uno star male che mi ha accompagnato durante la mia crescita, uno star male, una “parzialità”, una “frantumazione” prima di tutto della mia famiglia; e grazie anche al mio essere stato sempre riflessivo, sensibile, curioso e mai contento, e soprattutto sospettoso dell’andazzo delle cose in questo mondo. Oltre a dire grazie a mia madre Anna , devo dire grazie alla lettura del libro del Dr. Loiacono, per me fondamentale ed illuminante: “Verso una nuova specie. Disagio Diffuso, Salute e Comunità Globale”.

In mezzo a tutta questa mia risalita ho potuto instaurare delle bellissime amicizie tra quelle quattro mura, amicizie che mi hanno arricchito, accolto e aiutato come mai mi era capitato nella vita…

Il percorso, la crescita e l’ acquisizione di nuove competenze: da Fabrizio, a FABER a HOMO FABER!

Arriviamo ad oggi che sono 1 anno e 9 mesi del mio percorso, se vogliamo partire da quel Maggio 2005, la mia prima settimana intensiva quando ho iniziato lo stage. Settimana in cui combattevo ancora le mie ultime battaglie contro(?) la dipendenza da sostanze, anche se non lo avevo detto ancora a nessuno. Il mio Avanti Tutta è iniziato il 1 Agosto 2005, giorno a partire dal quale mi sono liberato in maniera per così dire “artigianale” dalla dipendenza stando molto molto male, ancora senza farlo sapere a nessuno: da solo, io e la mia voglia di cambiare. Passeranno altri mesi, fino ad ottobre, per fare il mio “outing”. La cosa che mi ha dato coraggio e serena indipendenza nel farlo è stata, accanto ovviamente alla mia mancanza di umiltà e alla mia paura codarda, anche una cosa che mi ricordo disse il Dr. Loiacono a Katia di Pescara quando gli chiese che cosa dovesse fare con i farmaci per scalarli, e lui le rispose qualcosa del tipo: “Fai tu. Tu li prendi da tanti anni, quindi tu sai, è inutile che ti dico io… Tu sei l’esperta”.

In effetti io mi sono sempre sentito trattato come un “asintomatico”, non come uno che usciva da una dipendenza che effettivamente ho attraversato in maniera abbastanza forte e cruenta. Ma pensandoci bene, il mio sintomo è stato solo un aiuto-contro, un incidente per farmi veramente aver bisogno di mettermi in gioco e di tirare fuori tutte le cose buone che già avevo, altrimenti senza star male non lo avrei fatto. Quindi, in questo senso, devo dire grazie alle sostanze, ma come ho detto anch’io, quando ce l’ho avuta la dipendenza non lo sapeva nessuno, men che meno la mia famiglia. Perciò nascondendo il tutto, mi potevo considerare comunque un asintomatico: cioè non solo stavo male, ma non mi permettevo neanche di metterlo fuori! Ben mi sta!

Andando avanti, ho fatto molte cose durante il mio percorso, tutto quello che ho fatto mi è servito, tutto: positivo e negativo, anche quando ci sono stato tirato dentro perché ero ancora bloccato o quando mi ci sono voluto tirare dentro violentandomi un po’, ma crepandomi piano piano.

A novembre-dicembre del 2005 ho fatto il Corso di “Epistemologia Globale e Dinamiche Di Gruppo”, o come le chiama adesso giustamente il Dr. Loiacono “Dinamiche Di Vita”. Troppo bella la sua frase con cui ha aperto quel “Din-Via”: “Allora: oggi la Vita fa schifo”. Oooh, finalmente sento queste parole chiare e tonde da qualcuno, ma soprattutto da un adulto. Da un adulto che non si è adagiato o rassegnato a niente per cui gli adulti che ho conosciuto io si adagiano e si rassegnano. A me gli adulti mi hanno deluso… assai. I genitori, la famiglia, il vicinato, la scuola, la chiesa, l’università, la politica, e sempre di più oggi anche gli artisti.

Poi dal qualche tempo a questa parte, da fine agosto, ho iniziato a condurre i “GRUPPI ALLA SALUTE” perché lui stesso me l’hai proposto, e ne so no stato molto felice: mi sono sentito davvero di avere un valore, forse per la prima volta. Ed è stato molto importante, perché una persona come me ha sempre tanti stimoli, ma pochi spazi…

Poi cammina che cammina, fatica che fatica, percorri che percorri, c’è stato il mio bellissimo “Compleanno Alla Salute”, il primo gennaio 2007! E’ stato il primo “Compleanno Alla Salute” senza la presenza di Mariano, che però mi ha scritto una bellissima lettera.

Ora attendo con curiosità e seria voglia il “Corso di Quadrimensionalismo”. Quello che mi preme dire rispetto a questi corsi è che veramente teoria e prassi sono tutt’uno, e che soprattutto la formazione di competenze avanzate e di intervento responsabile sono alla portata di tutti, anzi la “terapia” è proprio la formazione. E’ proprio imparare come funziona la Vita e poi fare da sé, non come si concepiscono invece la medicina e la psicologia oggi, per cui si pende in maniera infantile dalle labbra del depositario di una conoscenza che ti è inaccessibile se non hai fatto certi studi: no, la Vita è semplice, è semplice ed appartiene a tutti!! Ma perché la conoscenza ce la deve avere solo la figura terapeutica? Che poi loro sono i primi a stare inguaiati, e ne ho visti tanti, ne vedo sempre di più! Quelle, se vai a vedere, sono solo informazioni, complicazioni inutili, sono “Come complicare la vita alle persone!”, sono solo spezzettamenti della Vita in mille specializzazioni inutili… che poi alla fine sono moltiplicazione e spartizione non di pani e di pesci (forse di peni, perché sono proprio cose del cazzo… cioè caratteristiche del maschile), ma di cattedre! E questo io lo posso dire perché dentro l’università ci sto e la osservo, poi frequento una facoltà che è proprio il massimo delle astrazioni: Scienze della Comunicazione, che è figlioccia della Sociologia. Cioè la Vita in questo modo viene spezzettata in tante nicchie dove ognuno si prende la sua, senza una visione globale: la Vita così diventa un ufficio di collocamento!!

Però purtroppo oggi l’uomo è ancora troppo infantile, gli è rimasta la mentalità del Villaggio-Mondo contadino di appellarsi sempre all’esperto, al notabile, che non è più una cosa buona nella complessità del mondo di oggi! Non si è capito che proprio perché il disagio è diffuso, anche le competenze devono essere diffuse!

Che è così, lo abbiamo sicuramente dimostrato tutti proprio nel mese di gennaio in completa assenza per malattia del dottore: ma dico io, trovatemi un servizio pubblico ospedaliero al mondo che funziona per un mese senza l’unico medico di ruolo, e va avanti affidandosi solo alle persone in trattamento, che per la maggior parte delle cose sanno fare da sé?

A lavoro @FABER@!

Che fa ora FABER?

Beh, Faber è diventato @FABER@! Sono stato uno dei conduttori della prima Settimana Intensiva senza la presenza di Mariano, cosa per me di importanza storica inestimabile.

Ed ora da qualche settimana, grazie a Luna che ha aperto il blog e che ha visto che ci tenevo, sono diventato co-amministratore del blog www.metodoallasalute.blogspot.com insieme a lei e a Serena.

Nel frattempo sto lavorando a dei progetti con la mia lady Loretta ed altri cari amici-compagni di viaggio-collaboratori. Dei progetti da presentare a vari enti con cui mettiamo in gioco le nostre competenze e tentiamo di diffondere il Metodo cercando anche di darci una collocazione lavorativa che ci consenta di fare tutto ciò, o quanto meno cerchiamo di accumulare esperienze e di darci una prospettiva.

Da me a voi,

Fabrizio a.k.a. @FABER@





Nota che...